World Shakespeare Congress 2026

REPORT CONCLUSIVO DEL WORLD SHAKESPEARE CONGRESS 2026

Il 12° World Shakespeare Congress, ospitato dall’Università di Verona in collaborazione con l’International Shakespeare Association, si è concluso con un successo che ha superato ogni aspettativa, confermando Verona come uno dei principali punti di riferimento internazionali per gli studi shakespeariani e per il dialogo tra ricerca, cultura e spettacolo. L’evento ha riunito circa 500 delegati provenienti da 48 Paesi del mondo, offrendo un’occasione unica di confronto tra i maggiori studiosi di Shakespeare e del teatro rinascimentale. A questi si sono aggiunti 100 studenti internazionali della Summer School ‘Shakespeare and the Mediterranean’, alla sua sesta edizione, ai quali è stato garantito l’accesso ai lavori congressuali, favorendo un prezioso incontro tra le nuove generazioni di ricercatori e i più autorevoli specialisti del settore.

La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione delle principali autorità cittadine, accademiche e istituzionali. Hanno portato il loro saluto Alberto Battaggia, Presidente della Commissione Turismo e Cultura del Comune di Verona, il Prorettore Vicario Giovanni De Manzoni per l’Università di Verona, il Presidente dell’International Shakespeare Association Peter Holland, il Segretario dell’ISA Paul Edmondson, la Presidente della Commissione Programma del Congresso Beatrice Lei, la Presidente del Comitato Organizzatore Locale Silvia Bigliazzi e il Co-presidente Emanuel Stelzer. La cerimonia si è conclusa con la consegna alle autorità presenti delle medaglie commemorative realizzate e offerte dal Progetto Arte Poli, consegnate da Cristiano Ragni, membro del Comitato Organizzatore Locale.

Il Congresso ha inoltre riscosso uno straordinario successo anche sul piano della partecipazione del pubblico alle iniziative culturali aperte alla città. Gli eventi del Verona Shakespeare Fringe e lo spettacolo “Caesar’s Maze”, andato in scena al Teatro Romano, hanno registrato complessivamente oltre 1.100 spettatori.

A questi si è aggiunto un pubblico di circa 400 spettatori per il concerto organizzato nell’ambito del programma culturale, dedicato ai madrigali rinascimentali (sotto la direzione di Daniele Boccaccio con l’ensemble Ludus Orionis) e per lo spettacolo “Il vento”, che ha visto la collaborazione del Conservatorio di Verona, Evaristo Felice Dall’Abaco, con l’artista australiana Alys Daroy direttrice della compagnia Shakespeare South (due repliche).

A coronamento di questo straordinario successo internazionale è giunto un risultato scientifico di assoluto rilievo: l’approvazione di un importante progetto di ricerca ed editoriale internazionale dedicato alle fonti shakespeariane, destinato a svilupparsi nei prossimi anni sotto l’egida della rinomata casa editrice Bloomsbury, nell’ambito della prestigiosa collana Arden Shakespeare. Il progetto sarà diretto da Silvia Bigliazzi (Università di Verona), Paul Edmondson (Shakespeare Birthplace Trust) e Jason Lawrence (Università di Hull), con Emanuel Stelzer e Cristiano Ragni quali principali rappresentanti di un board internazionale composto da una decina di eminenti studiosi provenienti da università e istituzioni di tutto il mondo. L’iniziativa rappresenta uno dei più significativi risultati scientifici emersi dal Congresso e testimonia il ruolo di primo piano assunto dall’Università di Verona e dal Centro di Ricerca Skenè nella comunità internazionale degli studi shakespeariani. Tra gli studiosi veronesi coinvolti figurano Sidia Fiorato, co-direttrice di uno dei quindici volumi previsti dall’opera, Beatrice Righetti, Marco Duranti e Francesco Dall’Olio, confermando la centralità della scuola veronese in uno dei più ambiziosi progetti editoriali dedicati a Shakespeare a livello mondiale.

Un riconoscimento speciale va infine al gruppo di studenti e giovani studiosi dell’Università di Verona che, con straordinaria professionalità, entusiasmo e spirito di servizio, ha contribuito in modo determinante al successo del Congresso. Affettuosamente ribattezzati “Blue Team” per le maglie che li hanno contraddistinti durante tutta la manifestazione in linea con la tematica del congresso (“Planetary Shakespeares”) della Summer School (“Green and Blue Shakespeares”), questi giovani collaboratori hanno garantito un supporto prezioso all’organizzazione, all’accoglienza dei delegati e allo svolgimento delle numerose attività in programma. Il centro di Ricerca Skenè e il Comitato Organizzatore guardano con particolare orgoglio al contributo offerto da questa nuova generazione di studiosi, la cui dedizione e competenza costituiscono una delle più belle eredità lasciate dal World Shakespeare Congress 2026.

Nel suo complesso, il World Shakespeare Congress 2026 a Verona lascia un segno profondo di straordinario valore scientifico, culturale e istituzionale. L’ampia partecipazione internazionale, l’elevata qualità del programma accademico, il coinvolgimento della cittadinanza attraverso gli eventi culturali e i nuovi progetti di ricerca nati durante il Congresso costituiscono risultati di eccezionale rilievo, destinati a produrre effetti duraturi nella comunità scientifica internazionale e a rafforzare ulteriormente il prestigio dell’Università di Verona e della città di Verona nel panorama mondiale degli studi shakespeariani.